Stefano Florio
Osservatorio Expo 2015/ Diario di bordo del 13 giugno 2008
Dal 31 marzo scorso, cioè dall’annuncio dell’assegnazione a Milano dell’onore ed onere di organizzare l’Esposizione Universale del 2015, sono passati poco più di 2 mesi e, come inevitabile, la macchina organizzativa ha preso il via. Ripercorriamo rapidamente queste intense prime settimane facendo un sintetico punto di aggiornamento della situazione che periodicamente troveranno poi qui spazio.
Innanzitutto le prime decisioni in termini di governance dell’evento. Il governo Berlusconi ha, fra i suoi primi atti, nominato il Sindaco Letizia Moratti Presidente del Comitato di Indirizzo e Pianificazione per Expo 2015 (che contiene i principali attori istituzionali milanesi e non coinvolti e che ha preso il posto del Comitato di Candidatura) mentre al suo braccio destro Paolo Glisenti – vero Richelieu della Signora Moratti – affidato il ruolo di Segretario Esecutivo del Comitato di Indirizzo e Pianificazione; dal 30 giugno in poi (data in cui questo organismo cesserà di esistere), il dott. Glisenti è in pole position per assumere il ruolo (per ora è infatti di candidato numero uno) di Amministratore Delegato della nuova Società di Gestione che, riprendendo in parte il modello della Toroc (che si occupò delle Olimpiadi di Torino 2006), gestirà l'organizzazione della kermesse; questa si articolerà presumibilmente in 2 business unit dedicate rispettivamente alle infrastrutture e all'organizzazione vera e propria dell'evento sulla base di un modello organizzativo che era già stato preventivato all’interno del dossier di candidatura della città presentato al Bureau Internazionali des Exposititions. Al posto del Dott. Roberto Daneo, che aveva diretto il Comitato di Candidatura, è stato chiamato l’Ing. Angelo Paris (che ha alle spalle un passato da direttore per la pianificazione strategica delle Olimpiadi di Torino nonchè di vice-direttore generale del Toroc e che aveva già fatto parte del team operativo del Comitato di Candidatura) in qualità di nuovo managing director del Comitato di Indirizzo e Pianificazione.
Si è ancora in attesa invece dell’emanazione del decreto legge previsto per queste settimane (alcune anticipazioni su di esso si trovano nella rassegna stampa presente nella sezione speciale del sito del CFP dedicato all’Expo 2015) che appunto dia il via libera alla nuova società - perché questa sia operativa dal 1° luglio - e assuma le prime decisioni strategiche, tecnico – operative oltre che finanziarie in uno schema che prevederà la presenza anche di un Comitato di Indirizzo e Programmazione dove siederanno i soggetti istituzionali coinvolti; anzi è, proprio di questi giorni, una non tanto velata preoccupazione da parte dello staff della Moratti – indicata dai più come il futuro Commissario nazionale per l’Expo - per una pericolosa dilatazione della tempistica di predisposizione di questi atto legislativo da parte dell’esecutivo (il rischio infatti è che la conversione del decreto possa avvenire in pieno agosto…..) con possibili gravi ripercussioni organizzative.
A fine mese dunque comincerà a muovere come detto i suoi primi passi la nuova Società di Gestione – composta, secondo alcune anticipazioni di queste settimane, da otto direzioni di staff a suo diretto riporto e avrà natura di società pubblica di diritto privato - che avrà il compito di coordinare strategicamente ed operativamente il sistema degli attori e delle risorse impegnate nell’operazione. Nel frattempo il dibattito pubblico, che ha avuto origine fin dal momento dell’annuncio della candidatura della città nel settembre 2006, ha subito una naturale accelerazione collocando ancor di più il tema dell’Expo 2015 all’interno di un circuito di interessi ed attenzioni che speriamo contribuisca a tenere alto il valore culturale (oltre che promozionale per Milano e l’Italia) dell’iniziativa da qui fino al 2015.
In secondo luogo per quanto riguarda le prime dinamiche di posizionamento dei diversi attori istituzionali coinvolti, molto forte appare il legame e l’intesa fra il Sindaco e il Governo (molto attivo su questo fronte il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta), ancora latente e quindi sottotraccia è emersa invece una certa tensione fra la Moratti e il Presidente Formigoni soprattutto in relazione ai rapporti di forza fra di loro nel futuro assetto di governance interistituzionale legato all’evento così come appare, almeno finora, secondario il ruolo giocato nella partita dal Presidente Penati (forse anche per ragioni legate all’avvio della campagna elettorale ad un anno dalle elezioni amministrative della prossima primavera) intervenuto finora soprattutto sul versante della trasparenza delle procedure e sull’importanza di utilizzare l’Expo per ri-avviare una importante politica di edilizia residenziale pubblica e di sostegno all’housing sociale.
Per quanto concerne invece i primi contributi al dibattito pubblico – al di là di una polemica più o meno interessante in ordine alla bruttezza (e inclinazione) o meno dei grattacieli milanesi che ha riempito i giornali nei mesi scorsi, significativa perché “fuori dal coro” si segnala invece la proposta – tra l’altro subito ben accolta - formulata dallo psicoterapeuta e psicologo Fulvio Scaparro di realizzare per l’Expo un “Parco per la memoria delle bambine e dei bambini del mondo” cinto da alberi sempreverdi e aperto agli under 12 di tutto il mondo e chiamato “Aulì Ulè”, termine dialettale usato un tempo a Milano per indicare la conta dei bambini durante i giochi fra loro. Molto attiva si è sta dimostrando inoltre Camera di Commercio che, in questa prima fase di costruzione appunto di un discorso pubblico sull’Expo, ha organizzato un convegno dal titolo “Milano verso l’Expo 2015: sviluppo economico e sociale” tenutosi lo scorso 20 maggio e i cui esiti sono consultabili all’indirizzo: (http://www.formazionepolitica.org/vedit/pagina.asp?pagina=3260&pv=).
Così come molto interessante è stato il primo Festival Internazionale dell'Ambiente, manifestazione promossa da Regione Lombardia, Comune di Milano, Provincia di Milano, Camera di Commercio di Milano e coordinata da Fiera Milano, che si è svolta a Milano e in varie città della Lombardia fino all’11 giugno proponendo un calendario di oltre 200 tra incontri, eventi e manifestazioni che ha visto coinvolti esperti, studiosi, politici, associazioni e cittadini, chiamati a riflettere e ad affrontare le grandi sfide dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita (cambiamenti climatici, energie rinnovabili, agricoltura e biodiversità, rifiuti, mobilità, sviluppo, educazione ambientale, ecc.).
Da segnalare come, da un lato, il sistema universitario e della cultura milanese (molto attive Triennale e il Piccolo) e dall’altro il tessuto imprenditoriale (in particolare il settore immobiliare ha cominciato a far sentire la propria voce) e delle autonomie funzionali abbiamo iniziato un processo di posizionamento dialogico e culturale rispetto all’evento – soprattutto in termini di contributo potenzialmente offerto alla città e al progetto complessivo legato all’alimentazione – così come è cominciato ad emergere da più parti l’esigenza di rammentare, a tutti gli attori in gioco, l’importanza di mantenere alto il livello di attenzione e di presidio sia alla trasparenza che all’economicità delle procedure di appalto di lavori e affidamento di servizi necessari all’evento.
Un monito questo che certamente si spiega anche in relazione a precedenti esperienze in cui questo Paese ha dato pessime dimostrazioni di capacità manageriali rispetto all’organizzazione di grandi eventi a forte richiamo internazionale.
Anche per questo è nato l’Osservatorio CFP sull’Expo: da un lato per contribuire all’alimentazione e sviluppo di un dibattito pubblico – speriamo il più aperto e partecipato possibile – in ordine alle prospettive (di merito, contenuti e proposte) legate all’Expo e alle opportunità che questo darà alla città. E dall’altro per tenere in tensione e in osservazione il sistema degli attori, milanesi e non, a diverso titolo coinvolti rispetto al processo di avvicinamento all’evento…….cioè in ordine al metodo (trasparenza, eticità, sostenibilità delle scelte e delle azioni), al modus operandi quindi che verrà adottato e che accompagneranno Milano e l’Italia da qui al 2015. Per intanto a Saragozza si apre il 14 giugno l’Esposizione Internazionale – e non Universale come quella di Milano - dedicata al tema dell’acqua che fornirà interessanti spunti per studiare l’impatto e il ritorno di un simile evento.
s.florio@libero.it