Laura Specchio e Luciana Matarese
All’armi all’armi, Barragan e Ferrara alla crociata: non ci resta che piangere
Milano: Il Vaticano non ha perso tempo: attento Obama! Vietato usare le cellule staminali embrionali. Ma no, che dico? Sono semplici e innocenti indicazioni. Non sia mai che si pensi che il Vaticano voglia imporre la propria volontà. Non punta mai il dito su nessuna questione, nemmeno quando il cardinale Barragan, presidente del Pontificio consiglio per la Salute, afferma: sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo è "una mostruosità disumana e un assassinio". Personalmente mi colpisce la violenza di certe affermazioni, soprattutto operata disinvoltamente da un uomo di Chiesa, con scarsissimo riguardo ai familiari di Eluana Englaro.
Napoli: Cara mia, lo dicevano i latini: nomen omen. Che il rimando sia a Barracuda, che sia a Barbacane, sto Barragan non promette niente di buono. Entrambe le parole, infatti, rinviano ad una volontà di difendere con tutti i mezzi, siano essi denti affilati o bastioni invalicabili, proprietà acquisite, come nel caso in oggetto è il pensiero, la struttura mentale su una determinata questione. E se il buongiorno si vede dal mattino, siamo rovinati.
Milano: A dire il vero, per usare un paragone meno colto, a me Barragan fa pensare a Callagan, l’ispettore, una specie di giustiziere, ma Clint Eastwood era tutta un’altra cosa. L’irrigidimento, l’aggressività, l’ingerenza, l’intolleranza nei confronti dell’autodeterminazione delle persone mi sembra abbiano poco a che fare con il messaggio cristiano. Di fronte a certe posizioni non intravedo possibilità di confronto e di dialogo, ma solo dettami rigidi con cui non si può interagire. Sai qual è il problema? Il caso di Eluana crea un precedente che potrebbe diventare “scomodo”. Così mi spiego la preoccupazione da parte delle gerarchie ecclesiastiche!
Napoli: Scomodo per ragioni economiche. Ed ecco le crociate, brandendo crocifissi e ostensori, contro l’infedele, insinuando i rischi di scomunica per chi non intende certo sostituirsi a Dio, ma solo evitare inutili scempiaggini, a sé e ai suoi simili. Non parlo neanche di sofferenza, perché chi è nello stato in cui è Eluana, e nel quale potrei trovarmi anch’io tra un’ora, non può più neanche soffrire. Sofferenza, per me ora, è leggere le concioni di un Ferrara (che ha più tessere di partito in tasca che peli in testa e sulla faccia (e chissà sullo stomaco), partito lancia in resta a difendere la volontà di restare, qualora dovesse non essere più cosciente, attaccato ad una macchina. Soffro, ma accetto il suo punto di vista, e vorrei si facesse altrettanto con quello di Eluana e con il mio. Perché ognuno non può decidere per sé, anche nel rispetto di quanto si legge nella nostra Costituzione? Ma può Dio non impietosirsi dinanzi ad un corpo crocifisso in un letto da quasi diciassette anni, con il cervello bruciato dai medicinali? E in tutto questo la politica che fa? Tace.
Milano: Sulle ragioni economiche di chi sostiene certe posizioni sono d’accordo. Difficili da giustificare altri motivi: il potere, il controllo sociale? Anche! Tuttavia appaiono come elementi funzionali a quello principale che hai citato tu. E’ pur vero che le crociate si fecero per lo stesso motivo!
La politica tace, ma tacere è già prendere una posizione netta. Inoltre, non siamo in presenza di vuoto legislativo su temi eticamente sensibili, ma questo non basta, come al solito: si parla di disegni di legge, un’altra volta! Sappiamo bene quale sia il valore di questi ultimi (molto spesso carte da infilare nell’ultimo cassetto) e che devono soddisfare posizioni, culture e sensibilità differenti. Il solito ibrido che non accontenta nessuno, ma che un politico ipocrita troverebbe “soddisfacente!” perché frutto di un’ottima “mediazione”, condito di sorrisone finale. Ma chi può essere legittimato a decidere per me su questioni del tutto personali? Perché dovrebbe decidere qualcun altro della mia vita? In molti sostengono: “Perché viviamo in comunità”. Ma le scelte che riguardano la mia sfera personale, come possono essere condivise da una comunità di individui, soprattutto quando, una volta operate, non arrecano danno agli altri? In tal senso sarebbe la comunità ad arrecare danno a me, qualora mi imponga le sue. Questioni sulle quali nell’anno 2008 non si dovrebbe neanche più discutere. Forse avrebbe un senso se fossimo nel 2008 a.C.
Napoli: Il rumore assordante del silenzio arriva comunque alle orecchie. E lo sciabordio dell’acqua di quanti, come ha fatto il Pd, preferisce lavarsene le mani per non rendere evidenti spaccature che tutti sanno esserci nel partito sulla questione. Mentre il Vaticano “consiglia”, puntando l’indice contro chi crede sostituirsi a Dio, e la politica gioca a nascondarèllo, ogni giorno, nel Paese, dei medici, loro malgrado, sono costretti a decidere per Eluana e le altre millenovecentonovantanove che si trovano nelle sue condizioni. Importa forse a qualcuno? Ma no, fino a quando la ruota della fortuna gira. E se si fermasse su di voi?
Milanonapoli e ritorno
Dialoghi politicamente scorretti liberamente ispirati alla realtà