Laura Specchio e Luciana Matarese
TelePd: va ora in onda casa Villari
Milano: Ci risiamo! Un’altra “sola”: il caso Villari. Il senatore non ha alcuna intenzione di dare le dimissioni! Non avevamo dubbi, caro signore! Qualcuno ha pure osato dire che si tratta di persona dotata di senso del dovere. Una bella barzelletta, no? Soprattutto quando si pensa che il soggetto in questione fa parte della solita pletora di ruffiani riciclati. Insomma, uno di quei bei personaggi di cui avremmo tanto desiderato liberarci, ma che magicamente sono stati inseriti nelle liste di Camera e Senato, ovviamente in posizione tale da essere eletti. Bell’affare! La selezione di alcuni candidati ha seguito criteri di ineccepibile razionalità: persone nuove, serie, oneste, meritevoli, competenti, capaci (anche di intendere e di volere) e soprattutto affidabili. Insomma, quelle che mai potresti comprare e quelle su cui l’elettore medio può riporre tutta la sua fiducia. Per non parlare poi dei/delle cosiddetti/e “signorsì” che fanno parte di un’ulteriore penosa e squallida categoria…
Napoli: La scelta dei candidati avviene sulla base della pratica che un economista keynesiano definirebbe “selezione avversa”. In parole povere, si affida il credito ai clienti peggiori. Il caso Villari è emblematico. E poi c’è il gioco delle correnti che, a furia di soffiare, il Pd l’hanno prima infreddolito e poi congelato. Baffetto d’acciaio D’Alema ha un bel dire che stava oltralpe e che non ne sa nulla, il sospetto ventilato da più parti (ariecco le correnti!) che la sceneggiatura della “fiction (ma mica poi tanto) Villari” sia stata scritta a quattro mani col parruccato di Arcore per oscurare Veltroni (ma non lo fa già bene da solo?) resiste. E sì che sarebbe ora di finirla con questo duello rusticano. E’ dal ’94 che ce li ritroviamo, i due e i loro fidi scherani, su due fronti contrapposti a menarsi a distanza. E intanto cento, mille, diecimila Villari fanno i loro comodi porci mentre il pallino resta sempre in mano all’inimitabile (quale fortuna!) cavaliere mascarato.
Milano: Ipotesi e congetture a parte (ne possiamo fare tante), mi preoccupa che la finalità di tutte queste “manovre” rivela, ahimè, una lotta di potere che sovente costituisce il fine ultimo dell’azione politica. Non importa, quindi, se di fronte all’elettorato, nei confronti del quale dovrebbe esserci il massimo dovere di responsabilità, si perde in credibilità, come pure non importa il fatto di mettersi alla berlina degli avversari politici. Non sembrano interessare progetti veri, lungimiranti. Mi pare che la gestione della contingenza e dell’interesse personale sia di gran lunga la priorità assoluta. Potrebbe sembrare semplicistico affermare ciò, ma di sicuro raccoglie un sentimento diffuso nell’opinione pubblica. Come uscire da questa prospettiva così rigida e incancrenita è una effettiva sfida, non solo politica, ma anche e soprattutto culturale. Una battaglia secolare, in cui è difficile scorgere la fine, individuare nuovi scenari di riferimento possibili, attuabili, praticabili. Tuttavia una battaglia necessaria, in cui la resa si caratterizzerebbe solo come mera rassegnazione, ulteriore elemento di capitolazione, ripiegarsi senza alcun vero significato.
Napoli: Invece di pensare a questo, di imparare dalla storia ed adoperarsi per fare in modo che certi errori non si ripetano, che davvero si attui il tanto invocato ma quasi mai praticato rispetto delle Istituzioni, si butta in caciara all’italiana, e tutti col sorriso a denti stretti a ripetere che no, ma andiamo, un vero democristiano (così pure l’ondivago epatologo ha la sua patente di legittimità politica) non si dimette mai. Una cosa è certa: la Rai ha iniziato la programmazione dell’autunno inverno 2008-2009 alla grande, con Villari sul palco e Berlusconi dietro le quinte (è il suo mestiere, per Giove!) a dire quando e come accendere la lucina rossa della telecamera. Meglio di così, davvero non si poteva. E sì che D’Alema e Veltroni potrebbero pure smetterla di litigare: il loro bravo posto in prima fila non glielo leva nessuno!
Milanonapoli e ritorno
Dialoghi politicamente scorretti liberamente ispirati alla realtà