Laura Specchio e Luciana Matarese
Parole, parole, parole…caramelle non ne voglio più!
Milano: Si avvicina la fine dell’anno e come di consueto si fanno bilanci, distribuiscono premi, si tirano le somme e si fanno previsioni. Mago Mimmo ha fatto le carte al Pd: scopriamo un due di picche e un jolly, il solito giullare che spunta per l’occasione con tanto di grassa risata dipinta sul volto. Un segno premonitore? Le previsioni sono nebulose, di difficile interpretazione. Sotto l’albero ci sono molte sorpresone e di buoni propositi siamo inflazionati. Pensa che casualmente, in una bancarella alla fiera del libro usato, ho trovato, la “Guida del perfetto politicante 2009”. E’ stata scritta circa tre secoli fa da un veggente, un certo Pdstradamus, che aveva previsto tutto quello che sarebbe accaduto oggi. E’ illuminante!
Napoli: Illumina, illumina, nell’inverno in cui siamo precipitati anch’io voglio poter dire: “M’illumino di inverno!”
Milano: Spiega tutto, ma proprio tutto: come si perdono le elezioni, come farsi insultare dall’avversario, come non avere idea della realtà quotidiana del potenziale elettore medio, come indovinare in anticipo le modalità per farsi fregare su qualunque tema, come comunicare nella maniera peggiore e via dicendo. Per esempio: alla lettera “A” troviamo: “Aiutati che il ciel t’Aiuta” (sottotitolo:siediti e Aspetta, poi improvvisa!); e poi troviamo pure: “A casa” (sottotitolo: “A chi è rimasto un minimo di pudore”); “Antitrust” (sottotitolo: “la chimera by Dino Campana”). Alla lettera “B” troviamo, invece:”Bigotto” (sottotitolo: “Binetti: istruzioni per il disuso”); “Buonismo” (sottotitolo: “Barbapapà alla riscossa”); “Bamboccioni” (sottotitolo: “che bella trovata signor ex Ministro! Complimenti per l’acume!”); e la lettera “C”? “Corruzione”, “Cooptazione”, “Clientelismo”, “Conflitto di interessi” (sottotitolo: i primi piatti in Classifica: accomodatevi pure, ce n’è per tutti!). Leggi leggi qua, lettera “D”…
Napoli: “Democratico”, of course (sottotitolo: ma che bella parola)! Come il Partito che è nato, ma ancora non ha visto la luce, che hanno chiamato democratico perché è la democrazia la questione cruciale del nostro tempo. “Una democrazia che decida” (ancora la D) avevano detto, ma fino ad oggi ha deciso la strasolita oligarchia. Avanti con la “E”, “Europa” (sottotitolo: l’Unione che divide), e all’Unione che la rende Istituzione, e sta sempre là, ombrello che faticosamente resiste ai turbini del vento di tutti i conservatorismi, e mentre il centrodestra se ne frega e fa le corna nelle foto ufficiali, il Pd litiga se sedersi dalla parte del Pse o altrove, come se fosse questione di galateo verso i convitati extranazionali. Ecco servita la “F”: “Fiducia” (sottotitolo: l’iniezione magica): ma quanta ce ne vorrebbe in un avvenire come quello che ci si prospetta? Quanta ne abbiamo persa se ci facciamo la guerra dai ballatoi del palazzo, se a votare manco ci andiamo più perchétantoacheserve, se non compreremmo un’auto usata neanche da nostro fratello? Alla “F” c’è pure “Federalismo” (sottotitolo: la riforma da riformare), tanto sbandierato ma poco studiato, che se si ascoltasse di più Cacciari male non sarebbe. E giù alla “G”, “Giardiniera” (sottotitolo: l’asso nella manica) perché dopo aver preso ispirazione da alberi e fiori, un partito col nome di un bel misto di verdure non sarebbe niente male. Soprattutto per l’olio che livella e dà una bella sensazione di affogato. E poi “H”, “Holden” (sottotitolo: vattelappesca) il giovane di Salinger. A proposito: ma dove andranno le anatre quando il laghetto di Central Park ghiaccia? Mmm, mi fanno male i pensieri, continua tu…
Milano: Alla lettera “D” hai dimenticato di leggere: “Di Pietro”, ma chi sarà mai? Passiamo oltre, c’è un capitolo in appendice, dal titolo: “Breve saggio di fisiognomica moderna”. Dunque siamo alla lettera“I” come Innovazione (sottotitolo: “vecchi si nasce”), “Idiotismo” (sottotitolo: “è ormai troppo tardi per il vaccino: ne rimarrà uno solo”), “Ignoranza” (sottotitolo: “servire insieme al dessert”)…
Napoli: E poi “J” “Jack pot” (sottotitolo: se sbanco, vi saluto), perché con la crisi e il futuro che va in vacca, azzeccare sei numerini può regalare la felicità. Altro che la nuova stagione di Veltroni e compagnia! Poi “K”, “Kippur” (sottotitolo: chi è senza peccato…). Dall’ebraico, vuol dire espiazione, indica la cerimonia che culminava con la cacciata del capro espiatorio. Nel Pd è in atto un kippur in due o tre regioni. Basterà?
Milano: Guarda guarda, siamo alla “L”: “Lavoro” (sottotitolo: “come trovare un ago in un pagliaio, attraversando un abisso sopra un ponte di corde”). Certo abbiamo speso tante belle parole, ipotizzato modelli e piani per l’occupazione. Tra i più meritevoli di attenzione mi sembra di ricordare il modello attico del IV secolo a.C., per recuperare il senso della tradizione, alternativamente a quello scandinavo. Non dirmi che sei scettica! Non devi preoccuparti: sono modelli di facile applicazione; dopotutto l’Italia è un Paese che può adattarsi a qualunque situazione. Anche se stiamo all’età della pietra non è difficile proiettarci nella civile Scandinavia; ma andiamo avanti: “Laicità” (sottotitolo:”Vaticano, sissignore agli ordini!”) vogliamo aggiungere altro?; arriviamo alla “M”: “Milano” (sottotitolo:”La calda amante”, ricordi il bel film di Truffaut? L’interpretazione è libera…Eh sì!); eccoci a :“Modernità” (sottotitolo: “il modello di sviluppo di un gruppo di protominidi: l’Egittopiteco italiano). Quest’ultimo capitolo è particolarmente interessante: offre, senza dubbio, una bella chiave di lettura, di natura socioantropologica, per approfondire i noccioli duri delle problematiche italiane. Siamo alla “N”…
Napoli: Aspetta, questa mi riguarda, leggo io. “N”, “Napoli” (sottotitolo: cartoline dall’inferno) e chi altri sennò? Napoli: pizza, sole, mare e mandolino, Napoli di munnezza e Napoli di camorra, degli scandali amministrativi, di Bassolino ultimo viceré. Una volta si diceva: vedi Napoli e poi muori, oggi rischi di morire prima, specie se ci arrivi dal casertano. Giriamo in tondo: “O”, “Ovvio” (sottotitolo: ma dove l’ho già sentito?), è l’anima della maggior parte degli interventi dei nostri politici. Ma anche della televisione, e di certa stampa.
Milano: Ferma ferma! Siamo alla “P”, “Precarietà” (sottotitolo:“meglio un uovo oggi che una gallina domani”), fiumi di parole, film, annunci, dichiarazioni, provvedimenti urlati e la situazione precipita. Nessun segnale vero, reale, nessuna volontà! E alla “Q”? Poteva mancare “Questione morale?” (sottotitolo non pervenuto) stendiamo un bel velo anzi, come diresti tu, un bel “vello”! Evviva la “R”! “Riformismo” (sottotitolo: “legge fisica dell’impenetrabilità: dove c’è un corpo non può stare un altro corpo”), domanda: ma dove sta il primo corpo? O meglio: c’è un corpo? Eppoi: di quale riformismo parliamo?
Napoli: “S”, “Si può fare” (sottotitolo: armiamoci e andate), lo slogan del Pd, del Veltroni in corsa contro Berlusconi e noi lì a crederci. Poi, i primi a perdere lo slancio sono stati loro. “T” “talk show” (sottotitolo: Poltrone e divani). Che noia la politica dei “Io non l’ho interrotta, ora faccia finire me”, dei contratti con gli italiani firmati in tv e le finanziarie illustrate come telepromozioni, delle facce spalmate di cerone e liftate che neanche Ivana Trump. Alla “U” troviamo “Uòlter” (sottotitolo: ce ne costa lacrime st'Americaaaaa), il primo segretario del Pd, che vò ffà l’americano, ma è nato in Italì e mi sa che oggi lo ha scoperto. Passa alla “V”, chissà che ci vada meglio…
Milano: Credi? Se ti dicessi “Villari”? (sottotitolo: “Non drammatizziamo…è solo questione di corna” per citare nuovamente Truffaut). Pronta la “W”, ecco “whisky” (sottotitolo: “bevi che ti passa”); “X”, “xenofobia” (sottotitolo: “X”); “Y “yes we can”(sottotitolo: “ride bene chi ride ultimo”) ora si dice solo “yes” a cosa non si sa, visto che di argomenti “buoni” non ne sono rimasti molti…Finalmente siamo alla “Z”…Guarda: il capitolo si apre con un’altra citazione cinematografica: “ZETA, L’ORGIA DEL POTERE”…(sottotitolo:”Salò e le 120 giornate di Sodoma”), eloquente! Ma leggi c’è dell’altro sotto questa lettera. E’ un po’sbiadita la pagina, ma…
Napoli: La riconosco! La parola è “Zeppole” (sottotitolo: dulcis in furno) i dolcetti tipici del Natale di Napoli, perché dopo tanta amarezza un po’ di miele ci vuole. Auguri.
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Dialoghi politicamente scorretti liberamente ispirati alla realtà