Laura Specchio e Luciana Matarese
Italia, 2009: la donna è (un) mobile
Milano: “Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai.” Eccolo qua! La battuta, di dubbio gusto, non manca mai a questo signore. Del resto non siamo in grado di apprezzare il sottile umorismo che, come sempre, lo contraddistingue. Credo di poter aggiungere alle critiche e alle dichiarazioni già rese che sia una di quelle “sparate” indegne di un uomo. La banalizzazione, la denigrazione e la ridicolarizzazione di episodi così drammatici, violenti e inaccettabili con la relativa difesa e riaffermazione delle proprie parole, dimostra, ancora una volta, come l’arroganza e la volgarità siano una prassi ormai consolidata ed accettata in primo luogo dal suo elettorato. Milioni di italiani.
Napoli: Quando parla Berlusconi non so mai dove finisce l’idiozia becera e inizi il dolo. E mai una volta che colga l’occasione per tacere! Ci sono argomenti di fronte ai quali non si può ironizzare, e le battute è meglio lasciarle sotto spirito. Lo stupro è uno di questi, accidenti. Ah Berlusco’, ci piacerebbe credere, che so io, che Stuprolo è l’ottavo nano di Biancaneve, che appare nell’incubo di una notte e al mattino, puf!, con il terrore, la violenza e l’oltraggio di mani estranee che ghermiscono il tuo corpo, sprofondandoti dentro fino a lacerarti l’anima, svanisca come l’uomo nero, quello che se non mangiavi, da piccola, ti aspettava all’angolo delle scale per strapparti a mammà. Ma, purtroppo per noi, e pure per te, le cose stanno diversamente. E allora la tua comicità sfiatata da avanspettacolo riservala a Veronica, se ancora te la concede!
Milano: Però insisto: quel che mi sembra più grave non sono solo le parole di questa persona, ma anche e soprattutto l’accettazione dei tanti che considerano quelle frasi solo una battuta e la prospettiva di militarizzare il Paese una soluzione al problema “sicurezza”. Questa deriva culturale mi sembra il vero elemento di pericolosità ed in questo senso Berlusconi è la manifesta rappresentazione. Non mi aspettavo orde di femministe pronte a bruciare reggiseni nelle piazze, ma neanche il solito atteggiamento passivo nei confronti di tutto quel che accade. Del resto i modelli di donne (e uomini) che vengono proposti in tv la dicono lunga sugli usi e costumi di questo Paese…
Napoli: Nel tentativo di sottrarmi alla retorica del bene e del male, consapevole della insufficienza delle misure di tutela, vorrei dire alle tante donne che nel nostro Paese, ogni giorno, sono vittima di soprusi e violenze, di non aver paura a rompere il muro di omertà e denunciare i responsabili. Chiunque essi siano, a cominciare da marito e figli. Ci sono professori che, facendo leva sul potere della matita rossa e blu, approfittano delle studentesse. Ebbene, queste non devono aver paura, devono parlare e trascinarli in Tribunale: scegliere di tacere significherebbe rinunciare a riprendersi ciò che è stato loro tolto.
Milano: Sarebbe auspicabile! Tuttavia il problema è molto complesso e presenta numerose problematiche da non sottovalutare: rompere il muro di omertà significherebbe innanzitutto sentirsi garantite dalla legge e quindi pure certezza delle pene. Aggiungo che denunciare i responsabili, uscire allo scoperto, e far uscire allo scoperto, romperebbe questo sentimento diffuso di vergogna e di imbarazzo in cui le donne, sovente, vengono mostrate quasi come corresponsabili delle violenze a cui vengono sottoposte. Ma queste sono solo alcune sbrigative considerazioni. Il problema è molto serio. Il cavaliere, il nano, o come vogliamo chiamarlo, forse ha solo in mente il modello di donna che propone nelle sue televisioni: prodotti da esporre sullo scaffale di supermercato, fatti in serie, ma soprattutto che non pensino, non parlino (o, permettimi, dicano cazzate) e siano solo a disposizione. E’ a queste donne che vorrei dire: “Basta prestarsi allo squallore e alla propria denigrazione!”.
Napoli: Parole al vento, cara, nessuno le ascolterà. Per me, spero solo che gli ultimi drammatici episodi a danno delle povere sventurate che ne sono rimaste vittima, abbiano insegnato ai politici, tipo Alemanno, che le carriere politiche e le campagne elettorali costruite sulla demagogia, come ha fatto lui battendo sul tamburo della sicurezza, sono come case costruite sulla sabbia. Alle prime piogge – e qui sono temporali – i muri crollano, e l’acqua travolge la mobilia. In questo caso, le donne.
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