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Il Congresso abbandona Detroit al suo destino Una montagna di debiti, la bancarotta alle porte, migliaia di posti di lavoro a rischio, un’industria quella automobilistica) - strategica per lo sviluppo e la competitività mondiale degli Usa – da ripensare drasticamente, settimane di trattative fino all’accordo tra Casa Bianca e Democratici, 14 miliardi di dollari da versare nelle casse esangui di GM e Chrysler, l’approvazione del piano salva-Detroit da parte della Camera dei Rappresentati, e poi, in una sola frenetica notte di trattative tutto crolla: il Senato boccia il salvataggio di Detroit. E per cosa? Perché salta l’accordo sui tagli dei salari (“i salari dei dipendenti di Gm, Ford e Chrysler da ridurre ridotti al livello di quelli dei concorrenti non sindacalizzati, a cominciare dalle case giapponesi”)? Nemmeno: la rottura si consuma in realtà sulla data dell’entrata in vigore di questi tagli 2009 per i repubblicani, 2011 per i democratici. E ora? Qual è il piano B, si chiede il Nex York Times? Ci sarà una seconda chance per Detroit oppure i repubblicani riusciranno a servire il perfetto dono di benvenuto alla Casa Bianca per Obama: i fallimento di GM e Chrysler? The
Washington Post, Auto Bailout Talks Collapse as Senate Deadlocks Over Wages The New York Times, Editorial, What’s Plan B? The Wall Street Journal, Rescue Bid for
Detroit Collpses in Senate
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