Federalismo fiscale, avanti piano
Forse ha ragione Massimo Riva quando scrive che “la montagna di parole pronunciate ieri dal ministro Tremonti non hanno partorito nemmeno il classico topolino“. Che, come sottolinea Di Vico, in realtà c’è stata una buona dose di opportunismo politico (e scadenze burocratiche) dietro la giornata che il governo ha dedicato al federalismo. Tuttavia, se la sostanza è ancora poca - manca “l’analisi costi e benefici della nuova struttura amministrativa dello stato” (Riva) - il metodo, per il controllo e la responsabilizzazione della spesa a livello decentrato, è senz’altro una buona partenza (Di Vico). I limiti di un lavoro in progress, dai contorni ancora imprecisati e dalle conseguenze ancora non del tutto calcolabili, non sono sufficienti a svilire la necessità di una riforma epocale intrapresa da questo governo grazie alla pressione e alla spinta della Lega. E’ ancora presto per avere certezze, la direzione è quella giusta, ma “preoccuparsi” - scrive Fabrizio Forquet - “è questione di buon senso. Anche perché la finanza pubblica italiana, e il ministro lo sa bene, è un castello di carte, spostarne una può determinare il crollo dell'intera costruzione, figuriamoci spostarle tutte.”
Corriere della sera, Dario Di Vico, Una buona partenza
Il Sole 24 ore, Fabrizio Forquet, L’albero storto da raddrizzare
La Repubblica, Massimo Riva, La scatola vuota